Gruppo Teatrale Anoiano
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Presentazione del Gruppo Teatrale Anoiano
di Raffaele Zurzolo


Il teatro è vita. E' vita in quanto, nel suo attuarsi mediante la finzione scenica, riproduce la vita. Il teatro non è narrativa, perché, a differenza della narrativa o di altri generi letterari, quali, ad esempio, la resa poetica dei poemi, non è rievocazione attraverso la memoria, bensì rappresentazione di fatti, di conflitti umani e spirituali al momento in cui nascono, si impongono, si sviluppano, si concludono.

Il teatro è vita, perché nella sua storia intuisce, impersona tutti gli aspetti della vita: la commedia, il dramma, la tragedia.

Il teatro è, inoltre, sintonia perfetta tra attore e spettatore, dove si avverte il reciproco respiro, dove si registra il giudizio immediato, sulla realizzazione artistica, da parte del pubblico, dove l'attore, appunto, si sente vincolato e preoccupato di un tale giudizio, e tutto ciò nell'immediatezza della rappresentazione, dello spettacolo. Per questo il teatro non è il cinema, non è la televisione: perché è altro dal cinema, altro dalla televisione. Il teatro è esemplare unico, originale.

Il teatro è storia, in quanto tramite le opere drammatiche dei vari secoli, a cominciare dall'antica Grecia fino alle sperimentazioni, se vogliamo, d'avanguardia, ci rappresenta , se pur nella finzione, personaggi storici o pseudostorici , ma comunque simboleggianti le intenzioni, gli umori, i sentimenti le aspirazioni, i problemi che le varie epoche passate hanno vissuto e sofferto.

Il teatro è un rito. Esso è nato, infatti, come apprendiamo, dal culto del dio Dionisio, e si impone appunto, sin dall'inizio, come rappresentazione religiosa. Andare a teatro rappresentò per secoli, e rappresenta tuttavia, la quasi partecipazione ad un rito, dove si partecipa, si vive, si palpita all'unisono con quanto si svolge sulla scena, ci si identifica, nell'immediatezza del momento, con i personaggi, ci si veste dei loro ideali, ci si carica delle loro passioni.

Il teatro fu definito, fin dall'antichità, occasione alla catarsi dello spirito, vale a dire mezzo di purificazione, dal momento che, prendendo coscienza, mediante questa perfetta simbiosi del pubblico e di quanto si svolge sulla scena, delle passioni che investono l'animo, e quindi delle proprie passioni, l'uomo si sente libero, esorcizzato, legittimato a correggerne i difetti, ad evitarne i vizi, ad imitarne i pregi.

Il teatro è, di conseguenza, cultura. E' per questo, allora, che bisogna plaudire a quanti fanno teatro, al teatro dedicandosi con lo scopo di istruire, acculturare, iniziare all'apprezzamento di una forma di spettacolo tendente al miglioramento dello spirito e dell'accrescimento del proprio volume culturale e umano.

Applaudiamo, quindi, di tutto cuore, al "Gruppo Teatrale Anoiano" e al suo ideatore e fondatore Totò Dromì, che è appunto l'animatore facendo di tutto: il regista, all'occorrenza l'attore, il suggeritore di soluzioni scenografiche, il procuratore instancabile di pubblici sempre più vasti e più qualificati. Tale Gruppo Teatrale, che opera ormai da anni, ha al suo attivo la realizzazione di opere di vario genere, avendo già affrontato, con successo, esperienze di teatro comico e di teatro drammatico, realizzate sempre con cura e vissute con sensibile partecipazione; opere rese con lusinghieri risultati, dove il regista e gli attori si sono rivelati delicati interpreti, distinguendosi per chiarezza di dizione, per puntualità di movenze, per attitudine a calarsi opportunamente nelle situazioni e nei personaggi. Compagnia teatrale che, senza concedersi soste, intende procedere sempre più avanti con coerenza e tenacia, e sempre con fini precipuamente educativi; alla quale ci sentiamo obbligati ad augurare sempre maggiori successi, nel conseguimento di mete sempre più alte e più gratificanti.
 




Gruppo Teatrale Anoiano
Via Padre Pio, 1
89020 Anoia (RC)
C.F. 01577790809
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